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Autore: Redazione

Riscaldamento a pompa di calore

Riscaldamento a pompa di calore

Siamo nell’epoca ideale per mirare in maniera concreta alle fonti di risparmio energetico e all’abbattimento di quelle inquinanti.
Gli accorgimenti sono tanti, più o meno onerosi, ma la logica deve sempre rimanere quella di
“Investire oggi per goderne i frutti domani!”. I rientri negli investimenti sono infatti sicuri e garantiti nel giro di 2 o 3 anni.

Fra le tecnologie che sono state in evoluzione negli ultimi anni e che oggi finalmente hanno raggiunto l’efficacia sperata, sicuramente degno di nota è il RISCALDAMENTO MEDIANTE POMPA DI CALORE, tecnologia che si evoluta nel tempo e che oggi permette di riscaldare in inverno ma anche di raffrescare gli ambienti in estate.

Alcuni chiarimenti sono fondamentali, per meglio comprendere le prerogative di un sistema come questo.
Innanzitutto un concetto fondamentale, e cioè che la pompa di calore non genera calore, ma lo trasferisce. Per questa ragione non si può parlare di rendimento energetico, ma bensì di resa. Il suo principio di funzionamento è particolarmente affascinante, in quanto riesce a prelevare calore da aria, acqua o dal sottosuolo relativamente freddi, per portarlo dentro le nostre case, riscaldandole. Viceversa può portare all’esterno il calore in eccesso nei locali interni.
Perché è un sistema conveniente? Perché a differenza dei sistemi tradizionali, la Pompa di Calore non utilizza energia elettrica per riscaldare, ma bensì per sottrarre calore da fonti esterne.
L’aria, l’acqua nel sottosuolo o le fonti geotermiche sono in grado di rilasciare calore in modo totalmente gratuito. L’energia elettrica serve quindi ad azionare la pompa di calore, per fare in modo che questa riesca a prelevarlo.

Oggi una pompa di calore riesce a svolgere tre compiti in maniera distinta e cioè:
⦁ riscaldare l’ambiente in inverno
⦁ raffrescarlo durante i caldi mesi estivi
⦁ riscaldare l’acqua ad uso sanitario

Il tutto senza più avere la necessità di essere legati all’uso di combustibili fossili, inquinanti e pericolosi, quali gas o gasolio. Anche nel caso della pompa di calore è sempre opportuna una giusta consulenza, affinché si predisponga la tipologia di impianto più adeguata alle proprie esigenze. Gli interventi di realizzazione di un sistema a pompa di calore, sono infatti interventi più o meno invasivi, a seconda appunto della resa che se ne richiede, e del tipo di energia che si intende sfruttare.

Altra cosa da sapere è che questo sistema non è atto ad innalzare la temperatura dei termosifoni come le normali caldaie, ma invece rendono il massimo se collegate a pannelli radianti o a sistemi riscaldamento a pavimento, i quali lavorano con temperature di mandata inferiori.
Per questo motivo, la pompa di calore si presta bene ad operare in ambienti in cui il riscaldamento è accesso per molte ore nell’arco della giornata, senza interruzioni.
Pompe di calore ad alta temperatura vengono invece sostanzialmente utilizzate per scaldare l’acqua sanitaria.

Anche per il sistema a Pompa di Calore sono previste detrazioni fiscali, in quanto rientra a pieno titolo fra gli interventi di tipo ecologico. Vi è addirittura una tariffa relativa alla fornitura di energia elettrica, appositamente creata per chi si volesse dotare di un sistema di questo tipo.
Un intervento decisamente interessante potrebbe essere quello di abbinare un impianto fotovoltaico per alimentare la pompa di calore. Oggi l’impianto fotovoltaico infatti, non è più conveniente se non viene abbinato a un sistema di accumulo a batterie. In questo modo, la pompa di calore potrebbe lavorare durante la notte, utilizzando l’energia accumulata durante le ore di sole.
Se la pompa di calore permette di non pagare più la bolletta del gas, l’impianto fotovoltaico permette anche di non far lievitare la bolletta della luce. Abbinati insieme, questi due impianti permettono di riscaldare la casa quasi a costo zero.
I costi di investimento sarebbero ammortizzati in breve tempo e il riscaldamento sarebbe completamente ecologico oltre a godere per entrambi i sistemi, delle detrazioni fiscali.

L’importanza del Cappotto Termico

Il cappotto termico

Le prestazioni energetiche dell’intero organismo edilizio dipendono dall’efficienza dell’involucro che lo circoscrive. Se le componenti di chiusura (verticali, orizzontali, trasparenti, opache) non sono state progettate e realizzate in maniera consona, le dispersioni dei flussi di calore passanti attraverso le stesse ne comprometteranno i consumi energetici finali e il comfort abitativo. Lo scopo principale è quello di isolare ed evitare la formazione dei ponti termici. Cos’è un ponte termico? Sostanzialmente è lo spazio di congiunzione di due elementi strutturali di diversa natura (ad esempio un pilastro in cemento armato ed una muratura in mattoni), che per questioni di disomogeneità di materiale, determinano la fuoriuscita di calore dall’interno o l’ingresso di aria fredda dall’esterno, generando inoltre la formazione di umidità interstiziale e quindi le muffe.

Fra gli interventi volti a garantire un efficace isolamento termico dalle condizioni climatiche esterne, con conseguente impatto notevole sul risparmio economico della quota di consumo energetico, il cappotto termico è sicuramente il sistema tecnico dalla resa più alta.

Il cappotto termico è un sistema di isolamento che può essere esterno o interno, a seconda delle possibilità di intervento che si hanno sull’immobile. Come agisce un cappotto termico? Generando un’unica superficie continua, senza disomogeneità di materiale atta quindi ad eleminare i ponti termici che si verrebbero comunque a generare dall’incontro di due materiali diversi, sempre presenti nelle strutture edilizie.

 

L’isolamento esterno dell’edificio, sviluppato uniformemente su tutta la superficie e senza interruzioni, è in grado di creare una barriera continua al passaggio del calore e di controllare la formazione di umidità all’interno della parete.

Ecco le soluzioni possibili per l’isolamento esterno:

  • sistemi di isolamento termico a cappotto
  • intonaco termoisolanteesterno
  • sistemi di facciata ventilata

 

L’isolamento a cappotto consiste nell’applicare pannelli isolanti su tutta la parete ricoperti da uno spessore di finitura protettivo realizzato con particolari intonaci.

Fra gli svantaggi dell’isolamento a cappotto esterno, ci sono sicuramente le complicanze di intervenire sul prospetto esterno dell’intero complesso immobiliare. Di contro, il sicuro vantaggio è rappresentato da un rivestimento uniforme della superficie esterna, con un buon controllo (eliminazione) dei ponti termici, limitazione delle dispersioni termiche e della formazione di condensa superficiale, umidità o muffe e non ultimo, la mancata riduzione degli spazi interni.

 

L’intonaco termoisolante rappresenta un’alternativa all’isolamento a cappotto, da adottare soprattutto nei casi in cui l’isolamento non sia compatibile con le caratteristiche estetiche e tecnologiche delle facciate su cui intervenire.

 

 

L’applicazione di un intonaco termoisolante in sostituzione del classico intonaco esterno, garantisce comunque una buona riduzione dei ponti termici, oltre ad una facilità di posa ottimizzando l’utilizzo dei materiali tradizionali. Lo svantaggio è il fatto di avere un potere isolante inferiore rispetto ad esempio all’isolamento a cappotto, anche a causa dei ridotti spessori e sarebbe comunque necessario applicare strati di intonaco con spessori pari ad almeno 4-6 cm.

La facciata ventilata (o parete ventilata) è invece un particolare tipo di rivestimento delle pareti che prevede l’applicazione sulla superficie esterna dell’edificio di pannelli distaccati dalla struttura.

 

Lo strato di rivestimento esterno quindi non aderisce alla parete di tamponamento ma ne risulta distanziato per formare un’intercapedine, nella quale si ottiene la circolazione naturale dell’aria per effetto del moto convettivo prodotto dalla presenza di aperture disposte alla base e alla sommità della facciata. L’ampia varietà di rivestimenti finali li rende particolarmente adatti per supporti irregolari o non portanti, rivelandosi una tecnologia insostituibile negli interventi di ristrutturazione più complessi, risultando però prevalentemente molto costosi a relativamente ingombranti.

La realizzazione invece dell’isolamento interno viene preferito quando non è possibile operare in facciata o quando la morfologia dell’edificio presenta un numero notevole di volumi sporgenti come balconi o logge. L’isolamento sulle pareti interne dell’edificio consente di migliorare la coibentazione dell’involucro, ma non garantisce l’eliminazione completa di tutti i ponti termici.

 

 

In particolare permette di eliminare i ponti termici relativi agli spigoli verticali e al giunto tra serramento e parete, mentre l’eliminazione dei ponti termici strutturali tra chiusura verticale e struttura orizzontale richiederebbe il risvolto dello strato isolante verso l’interno, intervento che diverrebbe troppo oneroso. L’isolamento interno determina inoltre una diminuzione del volume utile della singola abitazione.

In generale anche l’isolamento interno ha una minore efficienza rispetto all’isolamento esterno, ma ha come vantaggio la semplicità di posa in opera.

L’importanza del Cappotto Termico
La resina come alternativa al classico pavimento

La resina come alternativa al classico pavimento

Al fascino immutato dei pavimenti tradizionali, oggi si contrappone l’eleganza della nuova tipologia di rifinitura per eccellenza : La Resina.
Pavimenti e rivestimenti acquisiscono brillantezza e raffinatezza e il ricercato design contemporaneo si coniuga perfettamente con questo tipo di scelta.
Unita a queste caratteristiche estetiche e da non sottovalutare, c’è la poca manutenzione di cui ha bisogno, la durabilità e soprattutto la possibilità di essere applicata sulle superfici esistenti, evitando quindi lavori di demolizione, sempre costosi in termini di realizzazione e smaltimento.
Il risultato è una superficie uniforme, che può essere finita e rifinita secondo le caratteristiche e i colori che più si preferiscono.

L’aspetto costi è sicuramente rilevante e varia a seconda delle tipologie di resina, delle superfici interessate e delle caratteristiche estetiche che si vogliono ottenere.
Il nostro consiglio : se optate per la resina, affidatevi a posatori esperti e meticolosi. L’effetto finale della resina infatti è sicuramente meraviglioso, ma potrebbe essere altrettanto insoddisfacente, se il lavoro non fosse fatto in tutte le sue fasi di posa e con professionalità

Total White

Il Total White, mai fuori  moda e sempre espressione di eleganza. Una pavimentazione in marmo lucido e riflettente, la scelta ideale per riempire di luce accecante l’intero ambiente. L’effetto finale? Un susseguirsi di riflessi e sovraesposizioni, in cui si può decidere in ogni momento, quale elemento d’arredo far emergere, che sia un tappeto, una TV o una lampada.

Il nostro consiglio : per il miglior Total White è consigliabile un ambiente ampio, spazioso, poco arredato e libero da impedimenti strutturali. Ambienti piccoli e troppo arredati creano una maggiore quantità di ombre, nemiche giurate queste, dell’effetto “sovraesposizione”, caratteristico del Total White.

Total White
Il fascino delle geometrie

Il fascino delle geometrie

Motivi geometrici a decorazione di una parete. Sempre più rivestimenti utilizzano forme geometriche varie, da comporre anche a proprio piacimento e secondo il proprio gusto. Oltre alle cementine classiche, dai motivi molto decorativi predominanti, vi sono quindi rivestimenti in tinta unita che sfruttano appunto la configurazione geometrica che viene data alla parete, per caratterizzarne l’ambiente. La differenza con le classiche cementine sta nella possibilità, in un caso come questo, di rivestire anche superfici più ampie e dare all’ambiente il tipico effetto carta da parati.

Il nostro consiglio : benché le possibilità di composizione dei rivestimenti geometrici siano molteplici, chiedete sempre consiglio all’installatore o al rivenditore, qual è il metodo di posa migliore per ottenere l’effetto più bello.

L’abbinamento delle finiture con gli arredi

Poche scelte di arredo, essenziali  ed eleganti, fanno da contorno ad un ambiente già caratterizzato da tinte tenui. L’utilizzo dei toni chiari negli ambienti, che possano essere quelle di un classico parquet in essenza rovere chiaro unito al Total White delle pareti, danno un tocco distensivo e conviviale facile da associare ad un comodo sofà e a complementi d’arredo ecologici e di riciclo.

Il nostro consiglio : ricordiamoci sempre che, la scelta delle tinte, dei pavimenti e delle finiture, va sempre fatta in funzione degli arredi che possediamo o che abbiamo intenzione di scegliere, per non creare fastidiosi anacronismi di stili.

L’abbinamento delle finiture con gli arredi
Piastrelle Optical e Cementine

Piastrelle Optical e Cementine

In controtendenza rispetto allo stile minimal imperante, nuova tendenza del momento sono le piastrelle optical e le cementine. Il gusto retrò che le caratterizza riesce a sposarsi magnificamente con i mobili e i complementi più moderni, ed ecco spiegato il grande successo delle cementine, ovvero piastrelle in ceramica dall’antica e consolidata tradizione. Le fantasie optical o i motivi geometrici che ne caratterizzano la superficie creano veri e propri effetti scenografici molto particolari, tali da diventare a tutti gli effetti, elementi d’arredo. La loro versatilità li rende utilizzabili come pavimenti o rivestimenti, in bagni o in ogni altro ambiente della casa, a cui dare un tocco di eleganza.

Il nostro consiglio : la decorazione di una parete o di un pavimento con le cementine, non deve eccedere in superficie ricoperta, per evitare di appesantire gli ambienti. Sono pur sempre elementi decorativi e come tali, sono appropriati per decorare porzioni di ambienti.

Il colore neutro ed i toni del grigio

Fra i tanti gusti personali, ci può essere quello che riguarda i colori preferiti e predominanti. Il colore neutro in termini di gusto per eccellenza è il grigio. In questo caso lo si è scelto per un bagno. Non è un grigio matto come potrebbe essere quello di una tinta da parete, ma risulta movimentato dell’effetto delle ceramiche utilizzate, sia sul pavimento che sul rivestimento. L’effetto che se ne ottiene è quello di una scatola uniforme, enfatizzato ancor di più dal rivestimento a tutta altezza. Tutti gli accessori e gli altri elementi sono poco invasivi e non distolgono l’attenzione dall’effetto principale.

Il nostro consiglio : Se optate per il mono colore o mono tono, non scegliete mai colori troppo vivaci o troppo accessi, benchè siano i preferiti. Una scelta di questo tipo potrebbe essere vincolante con gli altri arredi della casa e in ogni caso, difficilmente sopportabile sul lungo periodo.

Il colore neutro ed i toni del grigio
Teak, il Doussiè, il Merbau o l’Iroko per dare calore all’ambiente

Teak, il Doussiè, il Merbau o l’Iroko per dare calore all’ambiente

Anche uno spazio piccolo, se sapientemente definito, può risultare confortevole. In questa soluzione, toni caldi e l’eleganza del legno. Un rivestimento grigio  tortora con effetti tenui risale lungo le pareti. La nicchia che contiene il mobile lavabo è rivestita con la stessa essenza del legno che riveste il pavimento, come un tappeto che risale lungo le pareti. I toni sono caldi e il bianco degli elementi del controsoffitto, danno pulizia a tutto il contesto.

Il nostro consiglio : Se avete deciso di utilizzare il parquet per il bagno, bisogna sapere che non tutte le essenze sono idonee. Innanzitutto, meglio il verniciato che l’oleato. Da evitare i laminati, che hanno uno strato troppo sottile di legno e le essenze di olivo e faggio, i quali dovrebbero essere incerati troppo frequentemente. Sicuramente più adatti il Teak, il Doussiè, il Merbau o l’Iroko. Non adatto il rovere, perché sopporta male l’umidità.

Le venature del marmo e come farle risaltare

Ancora marmo, ancora eleganza. Venature ampie e rivestimento a tutta altezza. In questa soluzione il contrasto viene dal pavimento e non solo di colore, ma anche di materia. La pietra naturale sulle pareti, un effetto metallico scuro sul pavimento. Il piano a doppio lavabo, anch’esso in pietra, riprende gli stessi toni di grigio delle venature del marmo e ne mantiene le caratteristiche materiche.

Il nostro consiglio : Se la scelta di pavimenti e rivestimenti ricade su finiture materiche importanti, lasciamole emergere in tutte le loro caratteristiche e soprattutto, non usiamo elementi distanti, ovvero naturali con naturali e sintetici con sintetici.

Le venature del marmo e come farle risaltare