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Mese: dicembre 2018

L’importanza del Cappotto Termico

L’importanza del Cappotto Termico

Il cappotto termico

Le prestazioni energetiche dell’intero organismo edilizio dipendono dall’efficienza dell’involucro che lo circoscrive. Se le componenti di chiusura (verticali, orizzontali, trasparenti, opache) non sono state progettate e realizzate in maniera consona, le dispersioni dei flussi di calore passanti attraverso le stesse ne comprometteranno i consumi energetici finali e il comfort abitativo. Lo scopo principale è quello di isolare ed evitare la formazione dei ponti termici. Cos’è un ponte termico? Sostanzialmente è lo spazio di congiunzione di due elementi strutturali di diversa natura (ad esempio un pilastro in cemento armato ed una muratura in mattoni), che per questioni di disomogeneità di materiale, determinano la fuoriuscita di calore dall’interno o l’ingresso di aria fredda dall’esterno, generando inoltre la formazione di umidità interstiziale e quindi le muffe.

Fra gli interventi volti a garantire un efficace isolamento termico dalle condizioni climatiche esterne, con conseguente impatto notevole sul risparmio economico della quota di consumo energetico, il cappotto termico è sicuramente il sistema tecnico dalla resa più alta.

Il cappotto termico è un sistema di isolamento che può essere esterno o interno, a seconda delle possibilità di intervento che si hanno sull’immobile. Come agisce un cappotto termico? Generando un’unica superficie continua, senza disomogeneità di materiale atta quindi ad eleminare i ponti termici che si verrebbero comunque a generare dall’incontro di due materiali diversi, sempre presenti nelle strutture edilizie.

 

L’isolamento esterno dell’edificio, sviluppato uniformemente su tutta la superficie e senza interruzioni, è in grado di creare una barriera continua al passaggio del calore e di controllare la formazione di umidità all’interno della parete.

Ecco le soluzioni possibili per l’isolamento esterno:

  • sistemi di isolamento termico a cappotto
  • intonaco termoisolanteesterno
  • sistemi di facciata ventilata

 

L’isolamento a cappotto consiste nell’applicare pannelli isolanti su tutta la parete ricoperti da uno spessore di finitura protettivo realizzato con particolari intonaci.

Fra gli svantaggi dell’isolamento a cappotto esterno, ci sono sicuramente le complicanze di intervenire sul prospetto esterno dell’intero complesso immobiliare. Di contro, il sicuro vantaggio è rappresentato da un rivestimento uniforme della superficie esterna, con un buon controllo (eliminazione) dei ponti termici, limitazione delle dispersioni termiche e della formazione di condensa superficiale, umidità o muffe e non ultimo, la mancata riduzione degli spazi interni.

 

L’intonaco termoisolante rappresenta un’alternativa all’isolamento a cappotto, da adottare soprattutto nei casi in cui l’isolamento non sia compatibile con le caratteristiche estetiche e tecnologiche delle facciate su cui intervenire.

 

 

L’applicazione di un intonaco termoisolante in sostituzione del classico intonaco esterno, garantisce comunque una buona riduzione dei ponti termici, oltre ad una facilità di posa ottimizzando l’utilizzo dei materiali tradizionali. Lo svantaggio è il fatto di avere un potere isolante inferiore rispetto ad esempio all’isolamento a cappotto, anche a causa dei ridotti spessori e sarebbe comunque necessario applicare strati di intonaco con spessori pari ad almeno 4-6 cm.

La facciata ventilata (o parete ventilata) è invece un particolare tipo di rivestimento delle pareti che prevede l’applicazione sulla superficie esterna dell’edificio di pannelli distaccati dalla struttura.

 

Lo strato di rivestimento esterno quindi non aderisce alla parete di tamponamento ma ne risulta distanziato per formare un’intercapedine, nella quale si ottiene la circolazione naturale dell’aria per effetto del moto convettivo prodotto dalla presenza di aperture disposte alla base e alla sommità della facciata. L’ampia varietà di rivestimenti finali li rende particolarmente adatti per supporti irregolari o non portanti, rivelandosi una tecnologia insostituibile negli interventi di ristrutturazione più complessi, risultando però prevalentemente molto costosi a relativamente ingombranti.

La realizzazione invece dell’isolamento interno viene preferito quando non è possibile operare in facciata o quando la morfologia dell’edificio presenta un numero notevole di volumi sporgenti come balconi o logge. L’isolamento sulle pareti interne dell’edificio consente di migliorare la coibentazione dell’involucro, ma non garantisce l’eliminazione completa di tutti i ponti termici.

 

 

In particolare permette di eliminare i ponti termici relativi agli spigoli verticali e al giunto tra serramento e parete, mentre l’eliminazione dei ponti termici strutturali tra chiusura verticale e struttura orizzontale richiederebbe il risvolto dello strato isolante verso l’interno, intervento che diverrebbe troppo oneroso. L’isolamento interno determina inoltre una diminuzione del volume utile della singola abitazione.

In generale anche l’isolamento interno ha una minore efficienza rispetto all’isolamento esterno, ma ha come vantaggio la semplicità di posa in opera.